Federica Pento, una cantautrice multitasking sulla cresta dell’onda

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Giovane, bella e soprattutto brava. Federica Pento è una delle voci nascenti della musica leggera italiana con mille idee, tante canzoni e un futuro professionale da scrivere giorno dopo giorno. La sua musica cerca di avere quel qualcosa in più che forse oggi si sta perdendo in luogo di visibilità e poca sostanza. L’abbiamo intervistata.

Il tuo singolo “Ora” ha avuto un grande riscontro di pubblico fin dai primi giorni. A cosa attribuisci questa risposta positiva del pubblico?

Credo che “Ora” abbia toccato qualcosa di autentico nel pubblico, un bisogno di connessione autentica attraverso la musica. Anche la collaborazione con Elio De Pasquale ha giocato un ruolo fondamentale, riuscendo a portare il mio messaggio in una forma che ha risuonato con molte persone.

Hai parlato di voler esaltare la musica d’autore nel 2025. Cosa significa per te valorizzare questo genere?

Per me, valorizzare la musica d’autore significa riportare l’attenzione sulla qualità delle canzoni, sulla profondità dei testi e sull’emozione che una melodia può trasmettere. È un modo per onorare la tradizione musicale italiana e internazionale, ma anche per spingere gli artisti contemporanei a creare con lo stesso impegno e passione.

Come le tue radici abruzzesi influenzano la tua musica?

L’Abruzzo è la mia fonte di ispirazione. La sua natura, le sue storie, le tradizioni… tutto questo si riflette nei miei brani. La terra dove sono cresciuta mi dà un senso di appartenenza e una ricchezza culturale che voglio condividere con il resto del mondo attraverso la mia musica.

Hai dei nuovi progetti musicali in lavorazione?

Sì, sto lavorando su nuovi brani, tentando di esplorare nuove sonorità pur mantenendo il cuore della musica d’autore. Voglio che la mia musica continui a crescere e a evolvere, portando sempre con sé quel senso di autenticità e bellezza che cerco di infondere in ogni nota.

Quali artisti o brani della tradizione musicale italiana ti hanno influenzato di più?

La musica autoriale italiana è qualcosa di unico:  Fabrizio De André, Lucio Dalla, Luigi Tenco, Francesco De Gregori e tanti altri. La loro capacità di raccontare storie attraverso le canzoni credo debba essere una grande fonte di ispirazione per il mio lavoro.

Credi che la musica d’autore possa trovare spazio nei nuovi media digitali?

Assolutamente, la musica d’autore ha un valore intrinseco che non dipende dal mezzo attraverso cui viene diffusa. Piattaforme digitali offrono nuove opportunità per raggiungere pubblici diversi, mantenendo però l’essenza e il messaggio della musica d’autore.

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