

Un vero successo il concerto del gruppo Jazz ” Chillcake “ organizzato dalla Società Beethoven a Cirò Marina nell’ambito del “Wine Jazz Festival”. Quattro giovani artisti tutti calabresi che con serietà professionalità e grande coesione d’insieme , hanno saputo carpire l’attenzione e il gusto del numerosissimo pubblico presente. Il Jazz si sa, è stato sempre un forte attrattore musicale che ha coinvolto giovani e meno giovani di tantissime generazioni.
Quando poi, a tutto questo si associano musicalità, fantasia , preparazione tecnica – musicale e grande improvvisazione si hanno certamente effetti inusitati e gradevoli.
La Società Beethoven ha veramente, come sempre, scelto artisti di indiscussa serietà e professionalità, e un periodo quello di Agosto e Settembre ,per realizzare ancora una volta un percorso quello del connubio musica e vino quanto mai di grande pregio, tenuto conto dell’eccellenze eno-gastronomiche che la terra del Crotonese vanta da secoli.
Gastronomia e musica che fondono da sempre una grande collaborazione con una terra ricca di eccellenze e generosa.
Cantine , aziende, produttori vari fanno a gare per creare una collaborazione sempre più stretta con l’arte musicale e coreutica.
Tenuto conto anche che la terra di Crotone e Sibari sono stati da secoli culla e terreno dove si sono sperimentate le più grandi innovazioni ,che hanno e fanno ancora la storia. Una realtà quella della Beethoven che con grande professionalità e inventiva sa proporre e far ascoltare giovani talenti come il gruppo “Chillcake” che certamente faranno parlare di loro negli anni avvenire.
Prossimi concerti inseriti nel “Wine Jazz Festival”. Sabato 22 a Santa Severina e Domenica 23 Agosto nella splendida cornice del Porto Vecchio di Crotone.
Un grazie a chi non si arrende e continua ad emozionarci e rallegrarci con la musica..
#Musiclovesyou
“Sicario su commissione” è il nuovo album del rapper italo tedesco Santo Trafficante, disponibile da martedì 26 ottobre in tutte le piattaforme digitali e in cd pubblicato da Time 2 Rap.
Santo è uno dei più longevi rappresentanti del filone hardcore/gangsta rap, attivo da fine Anni ’90 con decine tra album, EP, mixtape e singoli, dove ha collaborato con nomi rappresentativi della scena come Guè Pequeno, Noyz Narcos, Bassi Maestro, Gionni Gioielli, Inoki, Marracash e molti altri.
Questo disco si può leggere in vari modi e, come tutte le opere complesse, è ricco di significati e interpretazioni. Da un primo e più evidente punto di vista, è la rappresentazione di una lucida follia, caratteristica del rap di Santo, che in questo lavoro viene portata all’estremo. Come se la raffigurazione della società moderna e del capitalismo portati alle loro conseguenze ultime, vogliano in qualche modo significare: uccidere per denaro. Santo vuole porre uno specchio di fronte all’ascoltatore: se preso alla parola, la follia individuale e la ricerca di soldi, di gloria e di rispetto portano a questo.
In seconda battuta il disco si può anche interpretare come ultima ribellione alla società, come presa di posizione di principio contro la follia del mondo, contrapponendole ulteriore follia. Tutto quello che dice e scrive Santo è frutto di una sua concerta visione: non si tratta di un atteggiamento, né di un modo di fare e neanche di una tendenza, è uno sfogo profondo e sincero di rabbia, di indignazione, d’odio e di alienazione. Ne sono un esempio canzoni come “3-8 daa Roma” o “Grazie Gesù”, in cui si mischiano elementi para-religiosi all’istinto di predatore.
Questo approccio apparentemente così nichilista è bilanciato però da canzoni come “Sono”, una sorta di inno alla vita, melanconico e infuso di jazz: siamo in ogni cosa ed ogni cosa è in noi. E pure in altre canzoni si trovano a sprazzi elementi di speranza, positività e vita. Realtà, sogno, incubo e fantasia si mescolano su diversi piani suscitando nell’ascoltatore un sentimento di smarrimento, una contradizione frutto di un conflitto interiore che Santo manifesta nelle sue canzoni.
La metrica, le rime e lo stile di Santo sono un marchio di fabbrica, il suo flow impastato mette in evidenza metafore spiazzanti e concetti oscuri, dove un alone di mistero avvolge sempre tutti i suoi lavori.
Tutte le produzioni (tranne la prima traccia prodotta da Seco) sono curate dallo stesso Santo, e anche dal lato più prettamente musicale riesce a creare scenari sonori molto diversi tra loro. Dalla melodia dei campioni più classici della black ai fiati del jazz, dai beat elettronici più hardcore a chitarre che ricordano quasi le colonne sonore dei classici del cinema. Numerosi ospiti arricchiscono la tracklist, in primis Metal Carter molto vicino al mondo di Trafficante, i romani Fetz Darko, Lord Madness e Suarez, ma anche Akran ed Egreen.
Anche l’artwork del disco ha un suo significato, una doppia dedica: a Malcolm X in veste di ribelle contro il sistema americano, e parallelamente a KRS-One, uno dei pionieri internazionali della musica rap e cultura Hip-Hop. L’album è accompagnato dal videoclip della traccia “Grazie Gesù” realizzato da Thunderslap Production.
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Luca Bramanti
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