A ritmo dei Bit90s riparte il Tour di Voucher – Il Turismo in onda
Nella splendida cornice dello Spazio eventi Fifty Five, in via Piero della Francesca 55 Milano Domenica 30 Aprile, riparte il Tour di Voucher 2023. Per l’occasione è stato organizzato un’aperiviaggi di presentazione al cospetto di personalità del mondo del Turismo e del suo indotto e di ospiti vari. Ad impreziosire artisticamente la serata ci saranno i Bit90s, eccezionale live band anni 90 che riscuote grandi consensi a livello nazionale per proporre rigorosamente live, brani del panorama musicale sia Nazionale che Internazionale che hanno caratterizzato la musica di quegli anni fruita con estremo piacere attualmente. Parteciperanno Associazioni di varia Natura a partire dall’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus sempre vicini alle valide iniziative artistiche e culturali, alla FIPI Forum Intetnazionale Proprietà Intellettuale che conferirà alla Band uno speciale riconoscimento. Da menzionare la presenza di Carlo Lecchi Presidente dell’Avi (Associazione Vinile Italiana)da sempre vicini all’Arte, alla Musica ed al collezionismo e tanti altri illustri ospiti. In Anteprima saranno svelate alcune importanti Tappe del Tour di Voucher a partire dalla Tappa di Milazzo in Sicilia nel mese di Giugno dove gli ideatori Anna Di Maria e Paky Arcella incontreranno il Festival del Cinema Italiano e tante altre meravigliose realtà per raccontare l’estate degli Italiani. Per la presentazione del Tour 2023 , Voucher – Il Turismo in onda ha scelto Milano offrendo anche alla splendida città Meneghina la possibilità di ospitare un concerto anni 90 di musica live dei Beat90s anticipando i concerti del 1’Maggio e rilanciando il messaggio del Turismo quale veicolo di dialogo tra i popoli al fine di dire basta alle guerre.
Il giovane attore aveva in passato girato film con Gianni Amelio e Marco Bellocchio. Tanti gli spot tv anche uno con Bobo Vieri.
Alessio Cioni nello spot “Gillette” insieme a BoBo Vieri.
Quali sono stati gli ultimi lavori cinematografici, televisivi o teatrali che hai preso parte negli ultimi anni?
“Inizio con il dirvi che, nel 2022 ho recitato una piccola parte nel film “Ferrari” di Michael Mann, la produzione era italo-americana. Ho avuto il ruolo del giornalista Di Massimo, ho avuto l’onore e il privilegio di recitare al fianco di un attore di calibro internazionale come Adam Driver. Dopo di che, ho preso parte a diversi spot televisivi, uno degli ultimi è stato quello di Eden Viaggi con la regia di Riccardo Grandi e prodotto da Akita Film. Ho girato nel 2023 il film con il regista Luciano Silighini “Racconti Partigiani, racconti Saronnesi”, in cui ho interpretato un giovane partigiano di nome Aurelio Legnani che si affacciava per Amor di Patria a voler lottare contro il Fascismo dilagante. Più recentemente nel dicembre del 2023, ho preso parte ad una serie “Romance of Billlionaire” che andrà sull’applicazione Reelshorts per la regia di Matteo Ballarati, girato dalla casa di produzione Cactus, Caci e Gate 99 Production. Nel 2022 ho preso parte ad un cortometraggio denominato “Due passi in avanti” con la regia di Manuele Carenzi che è stato anche selezionato dal Festival Tulipani di Seta Nera ed è ancora visibile sulla piattaforma Raiplay. Ma non solo, il 2023 è stato un anno pieno di piccole soddisfazioni, perché ho avuto il piacere di avere un piccolo ruolo nel film “Rapito” di Marco Bellocchio che è stato in concorso al Festival di Cannes nel 2023. Ritornando per un secondo alla parte televisiva, ho girato lo spot di Farine Caputo che è andato in onda su tutti canali Mediaset ma anche al cinema.”
Alessio Cioni nel film “Racconti Partigiani” regia Luciano Silighini. Alessio Cioni nel Cortometraggio disponibile su Raiplay. “Due passi in avanti” regia di Manuele Carenzi. Alessio Cioni nello spot televisivo di Eden Viaggi regia di Riccardo Grandi.
Ne ricordi altri anche nel mondo teatrale oppure c’è qualcos’altro che ti sfugge?
“Una esperienza che ricordo con estremo piacere sia umanamente che professionalmente nel mondo teatrale è stato, aver preso parte alla Compagnia di Operetta di Corrado Abati per due stagioni. Li ho potuto mettere a frutto gli insegnamenti che ho imparato durante i miei studi alla STM di Novara. Da li, ho preso parte a spettacoli dal calibro di “Kiss Me Kate”, “Vedevo Allegra” e anche da protagonista in “Acqua Cheta”, era il 2020 però c’era il Covid.
In passato prima di entrare nella Compagni di Abati, ho avuto l’onore e la fortuna di lavorare con registi come Bob Wilson, Hugo De Ana, Peter Greenaway. Nel novembre 2020, non ci posso ancora credere ma ho lavorato con Graham Vick, il regista defunto che con lo spettacolo a cui ho preso parte venne premiato Sir alla Camera dei Lord dalla Regina Elisabetta. Venne premiato per l’apporto con la cultura, per la sua voglia di portare la cultura in quel momento quando era parecchio difficoltoso durante la pandemia. Questi sono i miei ricordi piacevoli e fortunati in ambito teatrale. Tuttavia se devo ricordare lo spot televisivo che mi ha reso un po’ conosciuto è stato quello che ho girato insieme a Bobo Vieri delle Gillette. Ma non posso non ricordare anche “Il Signore delle formiche” di Gianni Amelio, anche li ho avuto un piccolo ruolo. E su questo ho un segreto da confessare…..”
Alessio Cioni in “Kiss me Kate” nella Compagnia di Corrado Abati. Alessio Cioni in “Kiss Me Kate” Compagnia di Corrado Abati.
Quale sarebbe?
“Per girare quel film ho dovuto mettere su qualche chilo per interpretare un carabiniere. Ci sono riuscito grazie ad una tecnica italo-americana che ho imparato ispirandomi ai più grandi quali Robert De Niro e Gian Maria Volontè e Mastroianni. Quel periodo a livello fisico attoriale è stato duro ma stupendo.”
Alessio Cioni nel film di Gianni Amelio “Il Signore delle Formiche”.Alessio Cioni nel film di Gianni Amelio “Il Signore delle Formiche”.Alessio Cioni nel recente spot tv di Farine Caputo.
Facciamo un passo indietro, raccontaci i tuoi studi e come hai approcciato all’arte del teatro, della tv e del cinema?
“Io quando ero bambino non pensavo di voler diventare un attore ma un lottatore. Però è successo che durante un macht mi si ruppe un braccio perché non cedetti allo scontro con il mio avversario. La voglia di confrontarmi e di mettermi alla prova è rimasta, però, era più un desiderio di non mettersi mostra, ero più attratto dalla spettacolarità della lotta e delle persone che seguono questo sport molto fisico. Da li, ho coltivato quella parte che avevo, possedevo una gran voglia di esibirmi di mostrare che avevo qualcosa da dare e che potevo emozionare. Provando con il teatro, mi sono reso conto che ero nato per l’arte della recitazione. Ho iniziato da piccolo e all’inizio è stato molto difficile perché mi ero innamorato di tantissimi personaggi, ma non solo di gente che sul palco, cantava, ballava e recitava. Li scopro di avere una passione estrema per il musical. Dopo i primi anni di alcune piccole delusioni perché purtroppo sono uno stonato corretto, sono riuscito ad imparare a non stonare grazie allo studio, e ancora adesso continuo a perfezionarmi. La mia vita cambiò quando nell’estate del 2013 arrivò una chiamata, dopo aver fatto il primo spettacolo pagato da professionista che è stato “Messer Filippo” al Teatro Carani di Sassuolo. Quando mi è arrivata questa chiamata, mi hanno detto che c’erano due opzioni: la prima era rimanere a Modena ancora degli anni e continuare a studiare in scuole serali. La seconda era quella di andare in una accademia. L’ultimo provino per entrare era a Novara. Io ho scelto la seconda, sono andato alla STM, ho superato il provino e alla fine mi sono diplomato in musical. Ricordo ancora quando sono andato a fare il provino era il 13 settembre 2013, ho fatto i salti mortali per essere presente, perchè lo stesso giorno avevo uno spettacolo a Modena. Quando ho iniziato a studiare in accademia è stato un modo, per entrare nel circuito teatrale, perché riuscivo ad esibirmi in diversi spettacoli, questo mi ha permesso di creare una presenza scenica e di fare molta esperienza. Ho preso parte a diversi spettacoli durante il Festival Verdi del Teatro Regio di Parma. Tutto ciò che ho descritto è stata la nascita di un percorso che oggi mi ha portato fin qui e spero che mi porterà ancora molti sogni da poter realizzare mediante il mestiere che mi ha rubato il cuore.”
Alessio Cioni in “Acqua Cheta”.
Se oggi dovessi dire tre nomi di tre insegnanti che ha segnato la tua crescita professionale, quali diresti?
“Di sicuro inizierei con Marco Brancato, in arte Gipeto per la recitazione. Lui mi ha preso in abbraccio e mi ha ribaltato completamente, mi ha messo davanti alle mie paure e mi ha messo duramente alla prova. Mi ha insegnato come superare i miei ostacoli, devo a lui tutta la mia forma-mentis di attore. Devo tantissimo per la danza ma non solo anche per come si ci comporta con gli altri, di come si deve essere in questo mestiere, che si deve sempre donare aiuto a tutti i professionisti che hai intorno, tutto questo lo devo ad Ilaria Suss. Per quanto riguarda il canto, nonostante loro sono stati molto puntigliosi, ma non nel senso negativo ma positivo del termine. Loro mi hanno dato tanto Gianluca Sticotti come precisione, come tecnica. Come cuore io devo assolutamente ringraziare Francesca Taverni. Lei è una grandissima attrice teatrale, mi ha veramente dato tanto a livello umano, questo non posso escluderla dalla mia formazione come artista.”
Ci racconti che tipo di modus operandi metti in pratica quando lavori soprattutto, visto che riesci ad essere molto versatile passando dal teatro, allo spot tv e al cinema?
“Il mio trucco è il fatto che ho allenato e possiedo una memoria molto atletica. Io la mia l’ho creata molto sotto sforzo perché ti ricrea quell’ansia e quella frenesia nel ricordarti la qualunque e in qualsiasi momento. La struttura artistica è formata sicuramente nell’avere una memoria molto forte. Per quanto riguardo il resto, cerco di mettere in pratica una totale immedesimazione. Io utilizzo molto il metodo Strasberg. Anche se adesso ci sono diversi metodi che lavorano in diverse direzioni e cerco di studiare anche quelli, perché io come artista non smetterò mai di studiare perché penso che questa sia la base.”
Raccontaci se hai anche altre passioni?
“Coltivo molte passioni, continuo a fare box, continuo ad andare in palestra ci tengo tanto a stare sempre in forma. Inoltre mi piace anche tanto ballare i latini americani e a volte frequento dei locali appositamente per ballarli.”
Da quello che si evince hai anche una passione per l’astrologia?
“Si nutro questa passione da quando sono piccolo, da quando ho scoperto di essere sotto il segno del cancro. Inizialmente ho studiato astrologia da autodidatta. Da quel momento ho scoperto un mondo e ora frequento anche delle lezioni con un maestro.”
Alessio Cioni diretto da Bob Wilson in “La trouvere”.
Ritornando a qualche set che hai vissuto, ci potresti raccontare quella vissuta sul set del film “Ferrari” che è stato anche l’anno scorso in concorso al Festival di Venezia?
“Aver girato “Ferrari” è stata una esperienza magnifica, perché abbiamo girato nella mia città, Modena. In quel momento Modena è diventata un set cinematografico a cielo aperto. Mi sono emozionato nel vedere Modena con quegli occhi, è stata emozione pura. Uscire di casa ed essere già sul posto di lavoro, circondato da un qualcosa che diventerà un’opera che sarà immortale. E questo aspetto del cinema che ha reso la mia città immortale è stato magico. Ho fatto il provino che c’era ancora il Covid e ho rischiato di non arrivarci senza. Ho fatto accanimento terapeutico su me stesso, perché quando mi è arrivata la telefonata che ero stato preso, avevo il Covid. Non potevo rischiare di perdere questa occasione. Alla fine mi sono negativizzato e sono andato a girare. Quando sono arrivato li e mi sono trovato affianco ad Adam Driver, e sono stato diretto da Michael Mann. Li ho pensato che finalmente avevo realizzato un sogno, un attore che vive un set di un certo livello ed è stato stupendo.
Per quanto riguarda i progetti futuri?
“Per quanto riguarda il cinema posso dirti che girerò due film con la regia di Luciano Silighini “Sobillon” e “Il Console” con Antonella Salvucci. Non posso dirti altro, perché non vorrei fare troppo spoiler. Ma quello che mi auguro è continuare a vivere di questo perché questo mestiere mi ha rubato il cuore.
Alessio Cioni nel film “Ferrari” di Michael Mann.
Mi piace chiudere ogni intervista, con una domanda un po’ filosofica. Ti chiedo cos’è per te la felicità?
“ La felicità per me è quando sei nel posto dove devi essere. La felicità per me è quando, ogni cosa diventa semplice anche la cosa più brutta. Se hai lo spirito per affrontarla, non hai nulla temere e quindi sei felice.”
IL COMPLEANNO DI ROGER GARTH ORGANIZZATO DAL NOTO ORGANIZZATORE DI EVENTI ALFONSO STANI E SPONSORIZZATO DA VILLA ZACCARDI.
Chi è Roger Garth:
Roger Garth è una top model, personaggio televisivo, doppiatore e attore italiano.
Garth è nato a Roma, di origine americana da parte di padre e di origine francese da parte di madre. Roger è diventato noto quando nella sua carriera prende parte allo show televisivo The Mickey Mouse Club nel 1990 con Justin Timberlake, Christina Aguilera e Britney Spears.
oger ha iniziato a recitare all’età di quattro anni, apparendo in una produzione teatrale di Best Babies al NTR. Ha continuato ad apparire in ruoli sul palcoscenico, in televisione e nei film per tutto il 1980.
Parti degne di nota in questo periodo includono un episodio della popolare serie d’azione ” The EqualizeR” in cui interpretava una vittima di rapimento. È anche apparso in un altro film in cui ha sondato il personaggio del titolo, sul suo background sulla base del fatto che “Sono un bambino – questo è il mio lavoro”.
E’ anche un noto doppiatore: ha fatto molte voci in cartoni animati come Alvin and the Chipmunks e Happy Three Friends.
E’ come modello androgino che però Roger è più famoso: ora sta lavorando nel settore della moda come top model, ha fatto campagna per Calvin Klein, Prada, Versace, Dior, Pirelli e tanti marchi famosi in tutto il mondo della moda.
ROGER GARTH È UNO DEI TOP MODEL PIÙ PAGATI AL MONDO E IL MODELLO ITALIANO PIÙ PAGATO NELLA STORIA DEL MONDO DELLA MODA.
Ha una cugina famosa, Jennie Garth.
Ora Roger sta lavorando alla televisione italiana. Nel 2006 collabora con Heather Locklear e Rachel Dratch per lo show Saturday Night Live da New York: è stato un grande successo per la NBC.
Nel 2007 è tornato con lo show televisivo FashionablyLate con Stacy London. Roger è stato nominato “Guy of the Year” nel 2006 dal canale musicale televisivo via cavo VH1, nonché una delle “50 persone più belle del mondo” dalla rivista People.
Dal 2010 al 2014 Roger ha lavorato al programma televisivo italiano Pomeriggio Cinque di Barbara d’Urso come opinionista, parlando del Grande Fratello.
Roger Garth lavora dietro le quinte come scrittore e direttore del cast televisivo. Altri importanti lavori in breve.
2015 : Sta lavorando al nuovo film di Ruggero Deodato ‘ un thriller come guest star “Ballata nel sangue “. Il film uscirà nel 2016.
Nel 2017-2021 sta lavorando nuovamente a programmi televisivi italiani su Mediaset come opinionista de L’isola dei Famosi.
nel 2021 Roger Garth è stato selezionato dal regista Ridley Scott per un cameo nel film acclamato dalla critica House of Gucci.
Chi è il padre di Roger Garth
Come scritto su molti altri magazine, si sa poco sulla vera identità del padre di Roger Garth.
Tuttavia, girano molte voci a riguardo. Ad esempio, alcuni magazine riportano l’indiscrezione che suo padre potesse essere tedesco ma c’è anche chi lo definisce un divo di Hollywood, deceduto più di dieci anni fa.
Moltissime le voci sul fatto che Paul Newman potrebbe essere il padre di Roger Garth. Ovviamente, son tutte voci di corridoio e il ragazzo stesso non ha mai lasciato dichiarazioni a riguardo.
I misteri sono tanti ma Roger Garth non lascia trasparire nulla.