LE DONNE DI RIRì

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È Maria Stella Marino, in arte Rirí, la creatrice di questi disegni che raffigurano volti femminili, e che dal 2014 impreziosiscono eventi e sono ospitate in luoghi topici del nostro territorio, tra i quali i preziosi castelli di Santa Severina , Le Castella, il castello Carlo V di Crotone, Caccuri o ancora il foyer del nostro amato Teatro Apollo.

Le ‘’Donne di Rirí’’ sono infatti conosciute e amate nella nostra terra e più di qualcuno ha ceduto al loro fascino, definendole << Mai banali, genuine, autentiche, realistiche e leali: ‘’le Donne di Rirí” sono sempre l’ espressione coerente degli umori, dei pensieri e dei sentimenti della mano e del cuore che le genera.>>

Maria Stella Marino è artista sensibile, dal tratto immediatamente riconoscibile.
Con i suoi colori, Rirí disegna volti che in realtà sono sogni, speranze e dolori che non scendono mai a compromessi, né stilistici né modaioli. Le sue preziose ‘’compagne di vita” sono come quelle musiche che non hanno bisogno del testo per dire ciò che esprimono, ciò che sono. Lo sono e basta.
Già di per se la scelta della tecnica utilizzata, il disegno con grafite appunto, è una scelta piena di poesia e di coraggio, in una mentalità generale e radicata dove al termine abusato e generico di disegno, si associa l’idea comune di pittura. Nella storia, nei saggi dedicati alle tecniche artistiche, il dibattito è lungo e complesso tra quale dei linguaggi artistici sia da considerarsi piú nobile e piú degno, ma sempre si sottolinea la grande centralità del disegno, che rappresenta il momento stesso in cui l’idea si fa materia e prende forma visibile a tutti sul foglio. Senza i bozzetti, senza i disegni dove sarebbero le grandi opere?

Ad ogni modo nell’opera delicata ed elegante di Rirí, il disegno ha un tratto volatile, aereo e diafano, così come ha colto il Dott. Giuseppe Parisi in un’ accurata e accattivante critica dedicata a Rirí appunto, e alle sue donne, dove ha abilmente compreso l’essenza di questi disegni. Tuttavia non potrebbe essere altrimenti, il messaggio è veicolato in modo chiaro da questo popolo di donne dagli occhi grandi. Sono l’una diversa dall’altra, hanno personalità e carattere, ma sono tutte figlie della stessa matita, sono accumunate dalla materia leggera dell’idea; sono il desiderio che timidamente prende spazio tangibile dalla mente dell’ autrice diventano visibile a tutti, senza tuttavia prendere mai i connotati marcati e urlanti di una realtà che è troppo cruda.

Le Donne di Rirí hanno il gusto delle parole dette sottovoce, delle verità sommesse, delle cose che se gridate, non si avverano più. Tutte sono accattivanti, i volti sono icone di bellezza ideale, non esiste il brutto nelle opere di Rirí, sono il riflesso di una ricerca del bello ideale, di un’agognata perfezione e del desiderio di cancellare le storture del mondo, le sofferenze e il dolore.

Sono il frutto di una personalità innamorata della bellezza dell’animo di cui si fa specchio inscindibile un volto perfetto, sono simbolo di un’eterna giovinezza del corpo e dello spirito, ma sono anche la consapevolezza amara di non poter per sempre fermare il tempo e le fratture del cuore, aspetto visibile nella prorompente e deliziosa malinconia che segna come una tenera ombra il volto di ognuna.
Ogni donna negli occhi ha una storia, un dolore e una fragilità; a volte fissano l’osservatore sfacciate, con consapevolezza e superba avvenenza, parlando ad ognuno in modo diverso, a ognuno secondo la propria storia.

Empatiche e profonde sono frutto di una matita sensibile e appassionata, innamorata della vita e del bello. Sogno che in punta di piedi, riempie il quotidiano di straordinaria bellezza.
L’arte che nobilita la donna, non in quanto oggetto, ma in quanto soggetto intenso e profondo, un soggetto connesso profondamente con il proprio presente.
Di Maria Laura Trevisi

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